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Raffrescamento passivo "COOL ROOF"

Coloriamoli di bianco!

A chi è capitato di toccare con le mani un tetto impermeabilizzato con membrane bituminose (volgarmente chiamate “guaine”) in estate o comunque sotto il sole avrà notato come la superficie scotti parecchio.

Dagli 80° C che può raggiungere una membrana nera in condizioni limite, ai 74°C se del tipo con graniglia di ardesia o 65°C se verniciata colore alluminio, il calore che incide sul pacchetto isolante, se presente, o ancora peggio direttamente nel sottotetto è molto alto.

Le foto della galleria si riferiscono a rilievi eseguiti in luglio alle 13.00 circa con sole parzialmente coperto e una temperatura di circa 30 °C.

Come si può osservare la temperatura della membrana ardesiata è di 53 °C non essendoci il cielo limpido, ma comunque si osserva come la parte di membrana dipinta di bianco si fermi a 33°C, ben 20°C in meno!

Una elevata temperatura superficiale del manto provoca, oltre che un rapido deterioramento delle membrane stesse, un maggior passaggio di calore all’interno dei fabbricati con utilizzo prolungato e ad alto regime degli impianti di condizionamento o, in assenza di questi, scarso confort.

manto biancoCome risolvere o migliorare la situazione?

Le aziende produttrici con l’uso di nuove nanotecnologie hanno da poco immesso sul mercato manti impermeabili con caratteristiche di riflessione del calore irraggiato in estate molto superiori a quelli tradizionali. La temperatura della superficie con queste finiture bianche non supera i 40°C!

edif bianchiDa sempre il bianco è usato nei paesi caldi per facciate e tetti delle case (ad esempio in Grecia) proprio per le sue capacità riflettenti.

Oggi con il progressivo innalzamento delle temperature e l’aumento del costo dell’energia è conveniente anche per noi sfruttare questo semplice principio e aumentarne l’effetto.

Nel caso si dovesse applicare una nuova membrana si può scegliere la finitura bianca data dalla graniglia di ardesia trattata (foto 1 nella galleria immagini qui sotto rappresentata) o lamine di materiale sintetico preaccoppiate alla guaina (foto 2 della galleria); oppure se il manto già presente è ancora in buono stato si puo’ semplicemente verniciare con appositi prodotti perfettamente compatibili coi manti bituminosi (foto 3 galleria). In queste vernici speciali polimeri elastici e pigmenti bianchi sono abbinati a particelle di ceramica che aggiungono capacità di riflessione dei raggi infrarossi che colpiscono la superficie.

Oltre alla temperatura superficiale infatti è importante la riflettanza solare (energia riflessa dal tetto) che con questo bianco risulta quasi doppia ad esempio al color alluminio classico e l’emissività termica (capacità di disperdere durante la notte il calore assorbito di giorno) superiore del 50%. Senza contare l’effetto positivo di conservazione delle membrane impermeabili alle quali si riduce enormemente lo stress termico quotidiano. Queste vernici oggi sono disponibili anche a base solvente e quindi offrono una minor sensibilità ai ristagni d’acqua e una durata superiore. Migliorano inoltre l’efficienza di eventuali pannelli fotovoltaici che come è risaputo diminuiscono il loro rendimento sopra i 25° C.

 

Rifacimento con sintetica bianca

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Rifacimento con granigliata bianca

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Verniciatura

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